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MURILO MENDES
Murilo Mendes
FINESTRA DEL CAOS
Traduzione di
Giuseppe Ungaretti
Milano: All´insegna del Pesce D´Oro, 1961.
Copia n. 493
MURILO MENDES è nato a Juiz de Fora, nello Stato di Minas Gerais, Brasile, il 13 Maggio 1901. Poeta per vocazione, ha dichiarato: « Mi sentii chiamato alla poesia nel 1910, quando comparve nel cielo la cometa di Halley ». Dopo aver compiuto gli studi nella città natale, presto si fissa a Rio e qui aderisce al movimento di rinnovamento della cultura che aveva avuto origine a San Paolo con la « Semana de Arte Moderna » del 1922, e conoscíuto col nome di Movimento Modernista. Si è occupato anche di studi di filosofia, religione, musica e arti figurative. Dal 1952 è in Europa, incaricato dal Governo brasiliano di missioni culturali. Ha visitato diversi paesi europei e dal 1957 insegna la letteratura brasiliana aIl'Università di Roma.
JANELA DO CAOS / FINESTRA DEL CAOS
Tudo se passa
Em Egitos de corredores aéreos,
Em galerias sem lâmpadas
À espera de que Alguém
Desfira o violoncelo
— Ou teu coração?
Azul de guerra.
Tutto succede
In Egitti d'aerei ambulacri,
In gallerie senza lumi
In attesa che Qualcuno
Faccia vibrare il violoncello
— O il tuo cuore?
Azzurro di guerra.
II
Telefonam embrulhos,
Telefonam lamentos,
Inúteis encontros,
Bocejos e remorsos.
Ah! quem telefonaria o consolo,
O puro orvalho
E a carruagem de cristal.
II
Telefonano di pacchi,
Telefonano lamenti,
Incontri inutili,
Noia e rimorsi.
Ah! chi il conforto telefonerà,
La rugiada pura
E la vettura di cristallo.
III
Tu não carregaste pianos
Nem carregaste pedras,
Mas na tua alma subsiste
— Ninguém se recorda
E as praias antecedentes ouviram —
O canto dos carregadores de pianos,
O canto dos carregadores de pedras.
III
Non caricasti pianoforti,
Ne caricasti pietre,
Ma nell'anima tua sussiste
— Niuno ricorda
E l'udirono le antecedenti spiagge -
II canto dei caricatori di pianoforti,
II canto dei caricatori di pietre.
IV
O céu cai das pombas.
Ecos de uma banda de música
Voam da Casa dos expostos.
Não serás antepassado
Porque não tiveste filhos:
Sempre serás futuro para os poetas.
Ao longe o mar reduzido
Balindo inocente.
IV
II ciclo cade dalle colombe,
Echi d'una banda di musica
Si sono mossi a volo da una Casa di trovatelli.
Non sarai un antenato
Per non avere avuto figli:
Sarai sempre futuro per i poeti.
Ridotto a lontananza
Bela innocente il mare.
V
Harmonia do terror
Quando a alma destrói o perdão
E o ciclo das flores se fecha
No particular e no geral:
Nenhum som de flauta,
Nem mesmo um templo grego
Sobre colina azul
Decidiria o gesto recuperador.
Fome, litoral sem coros,
Duro parto da morte.
A terra abre-se em sangue,
Abandona o branco Abel
Oculto de Deus.
V
Armonia del terrore
Quando l'anima distrugge il perdono
E nei particolari e in genere
II ciclo dei fiori si chiude:
Nessun suono di flauto,
Nemmeno un templo greco
Sopra l'azzurro colle
Al gesto muoverebbe del recupero.
Fame, lido privo di cori,
Duro sgravarsi della morte.
La terra si apre in sangue
Abbandona il bianco Abele
Da Dio tenuto occulto.
VI
A infância vem da eternidade.
Depois só a morte magnífica
— Destruição da mordaça:
E talvez já a tivesses entrevisto
Quando brincavas com o pião
Ou quando desmontraste o besouro.
Entre duas eternidades
Balançam-se espantosas
Fome de amor e a música:
Rude doçura,
Última passagem livre.
Só vemos o céu pelo avesso.
VI
L'infanzia viene dall'eternità.
Dopo soltanto Ia magnifica morte
— L'annientarsi delia mordacchia:
E a volte tu l'avessi già intravisto
Quando ti trastullavi conlIa trottola
O quando scomponevi il calabrone.
Tra due eternità
Si fanno equilibrio stupendo
Fame d'amore e musica:
Rude dolcezza,
Ultimo libero passaggio.
Vediamo il cielo solo dal rovescio.
VII
Cai das sombras da pirâmide
Este desejo de obscuridade.
Enigma, inocência bárbara,
Pássaros galopando elementos.
Do fundo céu
Irrompem nuvens equestres.
Onde estão os braços comunicanfes
E os pára-quedistas da justiça?
Vultos encouraçados presidem
A sabotagem das harpas.
VII
Dalle ombre delle piramidi cade
Çhiesto desiderio d'oscurità.
Enigma, barbara innocenza,
Uccelli nel galoppo su elementi.
Dal cíelo fondo
Irrompono nuvole equestri.
Dove sono i bracci comunicanti
E i paracadutisti della giustizia?
Forme corazzate presiedono
II sabotaggio delle arpe.
VIII
Que esperam todos ?
O vento dos crimes noturnos
Destrói augustas colheitas.
Águas ásperas bravias
Fertilizam os cemitérios.
As mães despejam do ventre
Os fantasmas de outra guerra.
Nenhum sinal de aliança
Sobre a mesa aniquilada.
Ondas de púrpura,
Levantai-vos do homem.
VIII
Tutti aspettano quale cosa?
II vento dei notturni crimini
L'augusto raccolto distrugge.
Acque aspre feroci
Fertilizzano i cimiteri.
Le madri espellono dal ventre
I fantasmi di un'altra guerra.
Nessun segnale d'alleanza
Sulla mensa annientata.
Onde purpuree
Alzatevi dall'uomo.
IX
Penacho da alma,
Antiga tradição futura:
Se a alma não tem penacho
Resiste ao Destruidor ?
IX
Dell'anima pennacchio,
Antica tradizione nel futuro:
Senza pennacchi l'anima
Resiste al Distruttore?
X
A velocidade se opõe
À nudez essencial.
Para merecer o rompimento dos Selos
É preciso trabalhar a coroa de espinhos,
Senão te abandonam por aí,
Sozinho, com os cadáveres de teus livros.
X
Velocità si oppone
All'essenziale nudità.
Per meritare che vengano rotti i sigilli
A corona di spine si lavori,
Purchè quaggiù non ti lascino solo,
Coi cadaveri dei tuoi libri errante.
XI
Pêndulo que marcas o compasso
Do desengano e solidão,
Cede o lugar aos tubos do órgão soberano
Que ultrapassa o tempo:
Pulsação da humanidade
Que desde a origem até o fim
Procura entre tédios e lágrimas,
Pela carne miserável,
Entre colares de sangue,
Entre incertezas e abismos,
Entre fadiga e prazer,
A bem-aventurança.
Além dos mares, além dos ares,
Desde as origens até o fim,
Além das lutas, embaladores,
Coros serenos de vozes mistas,
De funda esperança e branca harmonia
Subindo vão.
Incluso nelle « Poesie » 1959.
XI
Pendolo che il compasso segui
Dei disinganno e della solitudine,
Fa posto ai tubi dell'organo sovrano
Che vá oltre il tempo:
Pulsare dell'umanità
Che dall'origine alla fine
Cerca tra tedio e lacrime,
Con la mísera carne,
Tra collari di sangue,
Tra incertezze ed abissi,
Tra fatica e piacere,
La felicità.
Oltre i mari, oltre i cieli,
Dall'origine alla fine,
Oltre le lotte, gli ammaliatori
Cori sereni di mischiate voei,
Di speme fonda e di bianca armonia
Vanno salendo.
Página publicada em fevereiro de 2011 a partir de uma generosa doação de Francisco Magaldi.
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